"Una farfalla gialla per non dimenticare" - 27 gennaio 2021 - Giorno della Memoria

Data:

martedì, 26 gennaio 2021

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Con la Legge n. 211 del 20 luglio 2000 «La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»     (art.1 c.1)

L’articolo 2 della stessa legge invita le scuole di ogni ordine e grado ad organizzare cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

La Shoah deve essere insegnata come un capitolo della lunga storia della disumanità dell’uomo. Non si può ignorare la discriminazione inflitta a molte persone a causa della loro razza, colore o credo. La Shoah, forse, è il culmine dell’orrore che può accadere all’uomo quando perde la sua integrità, la sua fede nella santità della vita umana” (Dott. Randolph, dal film “Gli ultimi giorni” di James Moli, 1999).

 

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Dott. Maria Grazia Di Battista

 

GIORNATA MEMORIA - FARFALLE GIALLE

 

Nella Giornata della Memoria tante farfalle variopinte hanno colorato i muri e le porte della nostra scuola. Esse sono un segno di speranza e un momento di riflessione a fronte di tutti gli orrori nati dalla discriminazione e dal pregiudizio. 

Esse volevano inoltre richiamare la Farfalla gialla della poesia di Pavel Friedman, ebreo cecoslovacco che morì nel 1944 nel lager di Terezin e che, prima di partire per il campo, visse per un periodo nel ghetto di Praga. Da lì compose questo piccolo testo pieno di composto dolore: 

La farfalla

L’ultima, proprio l’ultima,

di un giallo così intenso, così

assolutamente giallo,

come una lacrima di sole quando cade

sopra una roccia bianca

così gialla, così gialla!

l’ultima,

volava in alto leggera,

aleggiava sicura

per baciare il suo ultimo mondo.

Tra qualche giorno

sarà già la mia settima settimana

di ghetto:

i miei mi hanno ritrovato qui

e qui mi chiamano i fiori di ruta

e il bianco candeliere di castagno

nel cortile.

Ma qui non ho rivisto nessuna farfalla.

Quella dell’altra volta fu l’ultima:

le farfalle non vivono nel ghetto.

(Pavel Friedman, Praga 1921 – Auschwitz 1944)

 

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